FANNO PROPRIO SCHIFO!

 

Continua l’opera di demolizione di tutto ciò che di “democratico” persiste, nonostante tutti gli sforzi operati da decenni dalle forze più oscurantiste – compresi naturalmente gli ex revisionisti, passati ufficialmente, sin almeno dal 1991, armi e bagagli con i reazionari – per riscrivere tutta la storia del ventesimo secolo in Italia.

Questa volta tocca alla indecente operazione di reimpatrio delle salme di Vittorio Emanuele di Savoia – salito al trono come Vittorio Emanuele III di Savoia, a seguito dell’uccisione del padre, Umberto di Savoia (Umberto I) – e della di lui consorte, la regina Jelena Petrović-Njegoš del Montenegro in di Savoia.

Per chi trovasse pedante la ripetizione osssessiva del complemento di specificazione aggiunto dopo i nomi degli ex regnanti in Italia, faccio notare che fu il “signor” Emanuele Filiberto – rispondendo ad una precisa domanda postagli durante una delle sue innumerevoli comparsate televisive – ad asserire che il suo cognome è “di Savoia”.

Chi scrive trova invece interessante che si siano spese centinaia di migliaia di Euro per andare a recuperare i corpi di due personaggi storici tra i peggiori della storia italica: il re fellone – colui che diede, con tutte le proprie forze, appoggio al fascismo e, dopo la sua caduta, fuggì vigliaccamente a Brindisi – e la sua sposa.

Quest’atto, del quale non si conosce il regista politico – ma chi scrive ritiene debba essere addossato al presidente della Repubblica, che in quanto capo della Stato non poteva non essere a conoscenza di questo sconcio – si chiama “alto tradimento”, ed è uno dei due reati per i quali si può mettere in stato di accusa il primo cittadino della nazione.

Non si conosce la motivazione per la quale si è provveduto ad offendere così profondamente la memoria di centinaia di migliaia di italiani traditi, torturati, ed uccisi, durante il ventennio fascista, dalle squadracce in camicia nera divenute "tutori dell’ordine costituito" proprio per colpa di Sciaboletta.

Che una decisione come quella presa sarebbe stata una pagina vergognosa per il Governo italiano lo sapeva benissimo chi ha orchestrato questa autentica schifezza: ora che siamo in tempi di elezioni politiche – si voterà presumibilmente il prossimo tre marzo – lo Stato italiano ha il dovere morale di additare costui al pubblico ludibrio.

Il popolo italiano ha il diritto di sapere chi ha dato ordine di sperperare denaro pubblico per andare in Francia ed Egitto, con due aerei di Stato – per prelevare quei due personaggi indegni e riportarli in Italia per essere sepolti a Vicoforte di Mondovì.

Nel frattempo, occorre lanciare una campagna di boicottaggio, in tutti i modi possibili, dell’appena citato paese in provincia di Cuneo: se questa malsana idea è venuta a qualche politicante del posto, in modo da rilanciare una qualche forma di turismo, occorre fare in modo che se ne penta amaramente.

 

Bosio (Al), 18 dicembre 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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